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I dervisci si esibiscono, davanti a un pubblico attonito, nella loro danza folle e vertiginosa. Mentre
il flauto e i tamburi cominciano a suonare, essi depongono la sopravveste nera, di
noi poveri mortali. L'alto copricapo a cilindro, nero o marrone,
Il sama dei
Mevlevi, una delle più celebri confraternite sufi, viene effettuato L’ estremo
controllo che permea tutta la cerimonia rispecchia la simbologia
Secondo
la tradizione, attraversando il quartiere degli orafi, Celaleddin Rumi, "Vieni!
Chiunque tu possa essere, vieni!
La
dottrina Mevlevi era basata sulla musica, la danza e la poesia.
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LA DANZA DEL VENTRE l'Armonia del Femminile
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BIODANZA
La
biodanza è
un sistema di integrazione psico-motoria che attraverso la musica,
l’emozione e il movimento è in grado di risvegliare potenziali finora
inespressi.
Il
suo ideatore è lo psicologo e antropologo cileno Rolando Toro, che per
lungo tempo ha studiato il ruolo della musica e della danza nei rituali
di guarigione, celebrazione e iniziazione presso varie culture.
Biodanza
è un percorso graduale di crescita personale nel quale i partecipanti
si aprono al proprio sentire, lo esprimono attraverso il movimento e
ognuno riscopre che la vita può essere danzata e che è possibile
uscire dall’illusione del prima e dopo per
assaporare la pienezza del qui e adesso e ritrovare la gioia di vivere.
Biodanza
può essere considerata una forma di medicina alternativa: ottiene
ottimi effetti sulla salute, eleva la sensazione di benessere, il
livello di vitalità e la resistenza allo stress, diminuisce gli stati
d’ansia e previene la depressione. Facilita la
comunicazione, rafforza
la fiducia in se stessi e l’autostima.
La
proposta è rivolta a tutti senza limiti d’età,
unico requisito è il desiderio di approfondire la conoscenza di
sé e degli altri, in un clima divertente privo di critica e giudizio.
Biodanza
si articola in corsi settimanali e stage di approfondimento.
I
corsi settimanali si svolgono una volta alla
settimana e sono della durata di due ore circa (proposta per gli
adulti). Agiscono in modo graduale e costante e costituiscono un punto
di riferimento stabile nella vita dei praticanti.
Gli
stage di approfondimento, invece, sono dei
corsi intensivi della durata di uno o più giorni, in cui i partecipanti
vivono con intensità la particolare tematica proposta. Insight e svolte
comportamentali sono spesso conseguenza degli
stage.
Ecco
alcune delle proposte: Autostima,
Sessualità, Creatività, Affettività, Trascendenza, Vitalità,
Biodanza Acquatica, Biodanza e Argilla, la Poetica dell’Incontro
Umano, l’Arte di Scegliere, l’Albero dei Desideri, il Progetto
Minotauro, Biodanza e Tocco
Biointegrante, Identità, Contatto e Carezza, Biodanza per sole
donne, Femminilità e Mascolinità profondi, la Libertà, Riti di
Passaggio, la Danza del Fuoco, il Piacere, le Radici della nostra Vita,
la Danza dello Zodiaco, Biodanza e Tarocchi, Biodanza e i 4 elementi,
Biodanza e voce, Biodanza e gli I ching, ...
| O L O D A N Z A |
Nella nostra vita abbiamo tanti
momenti diversi tra di loro. In linea di massima li possiamo dividere in tre
tipi.
1)
C’è una fascia ordinaria di esperienze, dove viviamo né troppo
bene né troppo male, senza provare nulla di particolarmente ricco e
significativo. Ciò che caratterizza la vita ordinaria è il rischio di una
certa piattezza e banalità. In particolare con l’avanzare
dell’età la nostra vita si copre della patina dell’abitudine, del
disinteresse, del “già visto”, già provato, magari inutilmente.
A volte percepiamo qualcosa del miracolo
e della bellezza della vita, ma si tratta di benefici occasionali,
anche se siamo continuamente alla ricerca di sensazioni speciali e di un modus
vivendi bellissimo, forte, intenso…
Poi l’ordinarietà è
caratterizzata dalla cerebralità: l’energia va soprattutto alla mente,
a come risolvere i problemi.
E’ vero che viviamo continuamente sensazioni
ed emozioni, oltre ad avere pensieri, ma spesso queste vengono ricevute,
subìte, più che vissute attivamente e positivamente.
Nella vita di tutti i giorni c’è
inoltre il rischio di seguire passivamente modelli assorbiti
dall’esterno.
2)
Poi abbiamo i momenti brutti: i grandi dolori, i grandi momenti di
depressione, di angoscia, di mancanza di senso.
3) E
poi, invece, dalla parte opposta, ci sono dei momenti di picco,
momenti straordinari e luminosi che a volte ci capita di provare.
Per il nostro equilibrio personale
occorre di tanto in tanto andare a toccare l’intensità positiva del vivere.E’
necessario poter ricorrere con una certa frequenza ad un sentire molto forte,
che noi viviamo intensamente sul momento ma che lascia poi anche traccia
di sé successivamente, o quanto meno lascia il ricordo della possibilità
di vivere in un certo modo.
I picchi a
cui mi riferisco sono esperienze nette e forti, che riguardano diversi
aspetti del nostro essere (energetici, emozionali, ideativi, spirituali…)
a volte isolatamente, a volte associati tra loro.
Senza
esperienze di picco la nostra auto-percezione progressivamente si
opacizza, perde luminosità, diventa un magma informe, un po’ come la cera
Pongo, questo materiale fatto di pezzetti dai colori molto vivi, con cui si
possono creare delle sagome. Con il tempo i diversi colori, usati insieme,
finiscono per compenetrarsi; più li usiamo e più la nettezza del colore viene
meno, e alla fine, se tutto quanto viene mescolato – lasciando la speranza di
avere dei colori distinti – si ottiene una cera di colore verde marcio,
perdendo i colori iniziali.
E’ un po’ questo il rischio della
quotidianità senza picchi: che le nostre potenzialità,
non essendo più avvertite con chiarezza, diventino un magma insignificante,
privo di evidenza e di interesse.
Abbiamo bisogno di rimotivare
il nostro interesse per la vita, specialmente quando con il passare degli anni l’energia
vitale di base, infantile, si indebolisce.
All’inizio, nell’infanzia e nella
giovinezza, c’è molta energia da spendere: un piccolo ha bisogno di
continuare a razzolare, a correre, a interessarsi di ogni minima cosa che vede o
sente. In sé ha delle sensazioni vive ma in qualche modo anche indisciplinate,
spontanee ma non chiare. Poi, nel corso degli anni, l’elemento quantitativo può
calare – uno ha meno energia per correre di qua e di là – ma se cade
l’elemento quantitativo e contemporaneamente non si sviluppa quello
qualitativo, allora si finisce come una cera Pongo troppo usata: il nostro mondo
interiore diventa verde marcio. Perché mantenga i suoi colori è
utile, anzi necessario, rivisitare le esperienze di picco. Ed è
questa la proposta dell’Olodanza. Ho verificato che determinati tipi di
esperienza sono importanti per dare un equilibrio alla persona, cioè se uno
vive questi stati in modo pieno, puro, come picchi d’esperienza, può sentir
nascere e sviluppare un senso di ricchezza, integrazione, completezza.
L’Olodanza è un programma
di momenti speciali sia in sé, sia per dare uno sfondo positivo ai momenti
ordinari.
Ispirandoci anche alla disposizione
dei sette chakra della tradizione tantrica indiana e alle loro
caratteristiche, abbiamo distinto sette tipi di intensità d’esperienza.
Questi sette tipi (e livelli) di
esperienze di picco vengono a costituire una base di riferimento per l’interiorità
e una modalità di salute energetica. Non costituiscono un riparo
assoluto nei confronti del dolore, ma danno una struttura alla persona e
perciò una consistente possibilità di recupero rispetto agli stati di
sofferenza. Così si evita l’insediamento degli stati
depressivi. Queste “sette bellezze” non sono costantemente
percepibili, però sono sempre là, sul fondo della coscienza.
Specifichiamo
ora i sette picchi, o livelli.
GRUPPO
In Olodanza è fondamentale il rapporto
di gruppo, perché esiste un effetto risonanza. Sono proprio i centri
energetici che, attivati, creano una vibrazione intorno al corpo.
L’attivazione tua si traduce in uno stimolo per la mia e
l’inverso. L’individuo va ad attingere ad una forza positiva collettiva.
E’ proprio una questione di energia. Succede nelle lezioni di Olodanza molto
più sul piano invisibile che su quello visibile. Ma ciò che
succede è molto ben percepibile, e lascia un’impronta di salute. L’Olodanza
può essere fatta anche a due per sfruttare l’elemento risonanza; però
più
persone in sintonia creano una situazione di grande potenza.
ENERGIA
RICALIBRATA
Vivendo incontriamo tante situazioni
da risolvere, cercando il piacere e una vita gratificante e trovando
degli ostacoli. Affrontiamo continuamente problemi. Quindi gran
parte della nostra energia viene canalizzata verso la soluzione di
questi problemi, e quando non riusciamo ad ottenere ciò che desideriamo,
proprio il fatto di esserci esposti con la nostra energia, con il nostro
desiderio, provoca frustrazione. Quindi la nostra attenzione
necessariamente è spostata all’esterno, con buona o cattiva fortuna.
Ora, il Corso su questo fa
un’azione di universalizzazione. Vuol dire che l’energia viene
riportata alla sua universalità, alla sua generalità. L’energia
troppo spostata verso un problema particolare viene riportata alla fonte,
a delle sensazioni fondanti, fondamentali; viene come ricalibrata,
riequilibrata, ridistribuita.
SEDIMENTO
D’ARMONIA
Quindi, toccati i sette picchi,
che effetto ne abbiamo nella vita ordinaria? Quando viviamo
queste esperienze in modo netto, preciso, una alla volta o coinvolgendone
più di una contemporaneamente, noi prepariamo una couche, un sedimento
d’armonia, una base di significati, un riferimento costante.
Ma
ricordiamo che i picchi sono tali perché esistono anche le valli. Non
possiamo sempre vivere ad un livello di massima intensità. Non è umanamente
possibile, e non è neanche forse desiderabile, però le esperienze di picco ci
lasciano la sensazione che esistono le alte cime, che arricchiscono enormemente
il nostro paesaggio interiore, Quindi si forma una specie di sfondo
d’intensità alla nostra vita quotidiana: sappiamo di avere dentro un mondo
bello. Il picchi sono momentanei, ma la loro eco rimane
a lungo e attesta, dimostra, la nostra ricchezza. Anche se
l’Olodanza non ci mette
al riparo dalle sofferenze, ci dà una possibilità di recupero
molto veloce.
Possiamo
fare un paragone. Ognuno di noi conosce un certo numero di canzoni, e
ogni tanto ne può ascoltare o cantare qualcuna. Quando non stiamo ascoltando o
cantando e pensiamo ad altro, la nostra musica ce l’abbiamo dentro
ugualmente. E dà un fondo musicale alla nostra vita.
Così queste
esperienze di picco – pulite, intense, relative ai vari piani
dell’essere, formano uno sfondo, un back-ground, un orientamento, perché
sono forme provenienti dall’anima.